Foto di Giacomo Oliva

PARETE PINTO: LA LUNGA STORIA CHE PERCORRE LA VIA APPIA

Lungo la vecchia strada comunale per Palagianello in località Parete Pinto, ad 1 km dalla via Appia e circa due da Palagiano, si estende in un campo agricolo una struttura romana risalente all’età augustea (tra iI I sec a.C. e il I sec. d.C.). Tale struttura, che copre un’area di 2,834 mq, conserva i resti di un recinto alto 1,50 m, spesso 60 cm in opus reticolatum, tecnica realizzata con l’utilizzo di blocchi di pietra romboidali, regolari di 10 cm fissati con un impasto di ghiaia e lava fredda del Vesuvio. Il muro poggia su una fondazione di due filari di pietre calcaree irregolari 40-50 cm e larghi 70-85 cm. Il perimetro murario di forma perlopiù trapezoidale presenta tre ingressi, due ai vertici del lato nord e uno più stretto al centro del lato sud.

Cosa dobbiamo vedere in questi resti?

Ancora oggi sono in piedi due ipotesi, recinto per animali annesso ad una villa romana, statio ad canales, (luogo di sosta) per cui non abbiamo una identificazione precisa di questo posto. Non avendo infatti una documentazione scritta a sostegno dell’una o dell’altra tesi, si deve procedere per ipotesi basate su quello che vediamo non solo nel luogo di cui stiamo parlando ma anche in posti vicini.

E dunque sulla base di questa premessa la tesi interpretativa della statio ad canales viene suffragata da un paio di elementi. Quando tra gli anni 50 e 60 furono condotti i primi rilievi, l’ispettore onorario dell’epoca, Vincenzo Cetera ipotizzò che la struttura originaria dovesse essere costituita da una zona centrale adibita ad abitazione ed ufficio del comandante del presidio (pretorium), da altre due destinante al ricovero dei militi (excubiae) e da altre due ancora utilizzate come stalle e servizi (stabulum). La stazio quindi, ad un chilometro dalla Regina Viarum, la via Appia, era un luogo di ristoro dei soldati in viaggio anche perché aveva modo di approvvigionarsi di acqua sfruttando la sorgente della fontana di Fico, nei cui pressi c’era anche una cisterna di raccolta e deposito ricoperta di malta idraulica.

Peraltro, la presenza di una struttura collaterale alla statio, cioè di una mansio con più o meno le stesse funzioni (sosta e cambio di cavalli e ristoro dei viandanti) individuata nel territorio palagianese e coincidente con quella che popolarmente ancora oggi viene chiamata Taverna (attiva come tale fino al 1938), darebbe senso all’ipotesi della statio appunto, insieme al rinvenimento di un altro impianto simile delle vicinanze, ossia di un’altra statio, a Montecamplo nei pressi di Castellaneta. In più si aggiunge la sorgente di “Fontana del Fico”, in un traverso della via Appia, che senza dubbio avrà dissetato per diversi secoli gli occupanti della statio ancorché fornita di acqua piovana raccolta in una cisterna, rinvenuta a circa trenta metri di distanza dalla stessa. Detta cisterna fu colmata intorno al 1960, durante i lavori di scasso del terreno per l’impianto di vigneti.

Foto di Giacomo Oliva
Foto di Giacomo Oliva

Interessante però è anche la relazione svolta dal sovrintendente archeologico De Jiulis in un convegno tenutosi negli anni Ottanta in seguito ad altri scavi che furono effettuati. Secondo lo studioso il rinvenimento di numerosi frammenti di tegole, di pareti di vasi acromi e di resti ossei di animali, avvalorerebbe l’ipotesi che la struttura servisse da recinto per animali e che facesse parte di una grande villa romana con annesso rustico. D’altra parte, l’ingresso del lato sud, presenta uno stretto cunicolo nella cui parte centrale c’è un masso calcareo, alto 80 cm e largo 40 cm.

Trattasi probabilmente di un passaggio delimitato per la conta, la tosatura e la mungitura degli animali, e per il passaggio dei custodi. Vero è che non sappiamo se De Jiulis abbia fatto esaminare i reperti ossei o effettuato altre ricerche specifiche per stabilirne l’età e magari collegare la loro presenza all’attività organizzata, in tempi più recenti, di qualche impianto già esistente adattato diversamente rispetto all’uso del sistema stradale della via Appia.

E ciò potrebbe rendere possibili entrambe le tesi quella della statio ad canales prima e quella del recinto di una villa romana dopo. Strutture diverse che si sono succedute nel tempo.

 

(Le informazioni riportate sono state fornite da Pro Loco Palagiano e costituiscono una sintesi parziale dei dati emersi da una ricerca condotta dalla Prof.ssa Cetera Tiziana)